ARGONAUTICHE Dopo il catalogo degli Argonauti e l'elezione di Giasone a comandante degli Eroi, gli Argonauti salpano e giungono prima a Lemno; qui le donne del luogo, che avevano ucciso tutti i loro mariti, propongono agli Eroi di prendere il loro posto, ma alla fine, essi, si rimettono in mare. Approdano poi in Misia, dove il giovane Ila è rapito da una ninfa e Polifemo ed Eracle abbandonano la spedizione per cercarlo. Giungono poi presso la corte di Amico, re dei Bebrici, che li sfida al pugilato ma viene ucciso da Polluce. Quindi essi liberano il vecchio cieco Fineo dal flagello delle Arpie, che gli rapiscono e gli insudiciano ogni cibo; e in segno di gratitudine egli predice loro le avventure che gli attendono e gli espedienti per superarle. La nave può così oltrepassare il passaggio pericoloso delle Simplegadi, rupi mobili che stringono in una morsa chiunque si inoltri in mezzo a loro. Il viaggio prosegue quindi tra ripetute peripezie, e gli Argonauti approdano finalmente nella Colchide. Qui dopo un'invocazione a Erato, musa della poesia d'amore, Afrodite, su richiesta di Era e Atena, invia suo figlio Eros a Medea perché si innamori di Giasone. Per concedere il Vello, Eeta pone condizioni durissime: il re infatti pretende che Giasone debba aggiogare due tori spiranti fuoco e dai piedi di bronzo, per arare con essi un campo nel quale seminerà i denti di un drago; poi gli toccherà di uccidere i guerrieri nati da quella seminagione prodigiosa. Medea, che è dotata di poteri magici, fornisce a Giasone i filtri e i consigli necessari per riuscire vincitore. Quindi Giasone muove contro i tori, li doma e annienta i magici guerrieri sorti dal solco. Medea, dopo aver aiutato Giasone nella conquista del Vello, fugge con gli Argonauti per sposare Giasone. Il Vello d'oro è custodito da un drago orrido, ma l'eroe alla fine possiede l'aureo manto. La nave Argo può quindi salpare risalendo il Danubio, quindi passa dal Po al Rodano e da questo giunge nel Mar Tirreno. Inseguiti e raggiunti dai Colchi, Giasone uccide Apsirto, fratello di Medea: ed è proprio Medea ad attirare il fratello nell'agguato. Approdano a Eea, dove la maga Circe purifica Giasone e Medea. Sfuggono poi le Sirene e, superate Scilla, Plancte e Cariddi, giungono dai Feaci dove si celebrano le nozze di Giasone e Medea. Una tempesta getta i naviganti sulle rive dell'Africa, ed essi hanno da affrontare nuovamente ardue avventure e terrificanti pericoli, trasportando per dodici giorni la nave a braccia sulla terraferma. Infine, dopo una tappa a Creta, dove gli incantesimi di Medea vincono il gigante di bronzo Talos, il viaggio degli Argonauti si conclude con l'arrivo in Grecia.
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