IL VIAGGIO
TRA BINARI E VAPORE

stephenson
Più o meno 1804, praticamente in mezzo alla rivoluzione industriale -in piena rivoluzione industriale- un certo ingegnere inglese di nome Richard e di cognome Trevithick costruì la prima locomotiva della storia.
E' da qui, è da questo momento che parte la "svolta umana", l'inizio di un lungo periodo di viaggi sempre più moderni, sempre più lontani, sempre più veloci.
Trevithick costruì la prima locomotiva ma Stephenson andò oltre, l'adattò al mondo, la inserì in un paesaggio di passeggeri, vagoni e treni merci, non più a fianco dei minatori, ma sotto i piedi di persone con gli sguardi dietro quel finestrino sporco di moscerini, e la chiamò "Rocket".
La grande invenzione della locomotiva, e non c'é dubbio, era la consapevolezza dell'uomo di poter andare dappertutto, partendo da quei due binari per arrivare, poi, su quel satellite che sembrava fatto di formaggio, era forse la consapevolezza di poter andare più veloce, sempre più veloce...
Stop.


La prima locomotiva andava via grazie al vapore... si, si proprio il vapore; quello che ti viene in faccia quando alzi il coperchio della pentola sul fuoco... così prima della locomotiva, di Stephenson e di Trevithick, ci sono altre persone, altre scoperte tutte fondamentali a far partire e a far viaggiare un ammasso di ferraglie come poteva essere la "Rocket", e così ripercorrendo a ritroso questa storia troviamo le invenzioni e i miglioramenti delle macchine asavery vapore.
Le prime macchine a vapore furono usate da sempre persino da Erone d'Alessandria intorno al 100 a.C. per sbalordire le persone aprendo una porta come fosse un dio... e poi si susseguirono Papin nel 1690, Savery
che con la sua macchina doveva buttar via l'acqua da una miniera, e poi Newcomen.
newcomen Newcomen migliorò la macchina di Savery che comportava un inconveniente: l'uso del vapore ad alta pressione portava notevoli rischi di esplosioni; Newcomen ne costruì una, di macchina a vapore, a bassa pressione, con uno stantuffo dotato di contrappeso che alleggeriva così la spinta verso l'alto causata dal vapore. Una volta raggiunta la sommità del cilindro si apriva una valvola e veniva spruzzato un getto d'acqua fredda in modo da abbassare la temperatura, far condensare il vapore e far scendere lo stantuffo. Questa macchina, o meglio, questo motore fu molto usato in Inghilterra, ma non era un buon motore perché bruciava molto carbone per compiere poco lavoro, ma la richiesta di macchine per estrarre acqua nelle miniere era molto alta.
Nel 1765 James Watt capì che nella macchina di Newcomen c'era in problema: l'elevata temperatura delle pareti del cilindro, ciò era dovuto al fatto che la maggior parte del calore si sprecava proprio nel riscaldamento delle pareti che poi dovevano essere di nuovo raffreddate quando si iniettava acqua fredda per condensare il vapore.
Watt ne costruì un'altra in cui il vapore del cilindro, dopo aver spinto in su il pistone, veniva convogliato in un contenitore separato per essere condensato.watt Sembrerebbe quasi una sciocchezza questo accorgimento, ma fatto sta che fu un piccolo e decisivo passo per lo sviluppo delle macchine termiche ed inoltre si riusciva a compiere il doppio del lavoro della macchina di Newcomen con lo stesso combustibile; tutto questo permise a Watt di arricchirsi vendendo le sue macchine ai proprietari delle miniere.
E' certo che la scoperta di Watt non si esaurì così facilmente infatti più tardi, nel 1781, brevettò i primi modelli per trasformare il moto alternativo dello stantuffo nel moto rotatorio di un albero.
Da questo punto la strada si divise per dar luogo da un lato all'invenzione di Trevithick  e dall'altro, con Parson, si riuscì a costruire la prima turbina a vapore che utilizzava, appunto, il vapore per produrre direttamente un moto rotatorio.

"Le macchine termiche, quindi non fanno altro che trasformare energia da una forma ad un'altra e questo trasferimento è detto lavoro... il vapore si espande e compie lavoro sul pistone poiché assorbe il calore ceduto dal combustibile che brucia... e si arrivò così a definire il rapporto tra il lavoro compiuto e l'energia assorbita, in altri termini si definì il rendimento di una macchina termica".

Fino al 1940 le macchine a vapore fornivano la forza motrice alla maggior parte delle locomotive utilizzate sulle linee ferroviarie, da allora, però, la costruzione di locomotive a vapore fu sospesa e i veicoli esistenti ritirati per cedere i binari a locomotive diesel che avevano un rendimento maggiore, una produttività più elevata dato che non richiedeva le fermate per il rifornimento d'acqua e di carbone.

treno

La necessità del commercio, del trasporto indusse a creare locomotive sempre migliori a compiere più lavoro, a compiere più chilometri, ed è dalla necessità del commercio, dello scambio che nasce il viaggio, la ricerca di ciò che non si possiede, la ricerca di nuovi orizzonti e nuove terre, la ricerca di altri limiti...
Buon viaggio passeggero.