IL GIORNO CHE NEIL
SBARCO' SULLA LUNA...



Da sempre l'uomo guarda il cielo...
forse per la sua grandiosità, forse per perdersi un pò in quel mare di pennellate blu e bianche, forse per vedere fino a dove si può arrivare con lo sguardo guardando attentamente quei flussi volteggianti di uccelli...
Da sempre l'uomo guarda il cielo di notte...
forse perché quelle piccole luci nascondono tante piccole realtà, forse perché il cielo di notte è troppo strano per non essere guardato, forse perché su quello spicchio luminoso c'è davvero il senno perduto degli uomini...
Poi l'uomo è cresciuto e così la volontà di superare quell'atmosfera
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si è fatta sempre più forte... c'è stato un susseguirsi di voli a qualche chilometro di distanza dalla terra, sonde mandate oltre l'esosfera fino a giungere lì su un'altra terra, c'è stata la prova delle macchine prima che l'uomo potesse spiccare il balzo verso quello spazio indefinito.
Ma poi ...

"Il giorno che Neil sbarcò sulla Luna tutti dissero che era un giorno speciale
dallo spazio in diretta le immagini ed il mondo si fermò a guardare
quelle orme impresse nell'argento quella bandiera così innaturale
così immobile nell'aria senza vento ed il mondo smise di sognare...
e la luna da tanto tempo così lontana
per un attimo così vicina la Luna appena sfiorata
obbiettivo di sempre e traguardo finale
di favolosi anni sessanta che stavano per tramontare."

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Ma poi nel Luglio del'69 Armstrong, Aldrin e Collins misero fine a tutti quei sogni che la gente non smetteva di fare, perché fino a quel momento la Luna era rimasta sempre lì inviolata, in silenzio, senza mai cambiare faccia.
E' stato un viaggio partorito da anni e anni di paziente lavoro e sonde mandate lì per sapere bene di cosa si trattava, anni e anni di sogni e speranze per vedere se quella potesse essere una realtà migliore.
E' stato un viaggio, il più lungo che si possa pensare, forse per l'attesa così straziante a tutti con il naso all'insù per vedere la Terra da un altro piccolo mondo, e guardare la Terra sempre così confusa da cicloni e anticicloni.
La Luna è l'unico satellite naturale della Terra, essendo l'oggetto più vicino alla Terra, la Luna ha su questa un notevole influsso provocando le maree e le eclissi... gli astronauti di ben sei missioni, dall'Apollo 11 all'Apollo 17, che hanno camminato sul suolo lunare hanno potuto verificare di persona due fatti notevoli: la mancanza di atmosfera e la ridotta accelerazione di gravità.
La caratteristica più spettacolare del suolo del nostro satellite sono i crateri, formatisi in seguito all'impatto di grossi meteoriti, e i mari, chiamati così non perché contengano acqua, ma perché sono vaste aree pianeggianti di colore più scuro dal resto della superficie,... la crosta lunare non è mai stata esposta all'influenza dell'acqua nemmeno nelle sue prime fasi.
Nelle prime missioni Apollo gli astronauti sono potuti solo scendere su un punto del satellite ed esplorare i dintorni, entro un raggio di poche centinaia di metri.
Nelle missioni successive, invece, avendo a disposizione un'automobile -il Lunar Rover, moon1 sostanzialmente un veicolo del tipo "fuori-strada" a trazione elettrica, modificato per adattarlo alle caratteristiche del suolo lunare- con cui muoversi sull'accidentato terreno lunare, si sono spinti fino ad alcune decine di chilometri di distanza: ancora troppo poco, forse, per pronunciarsi con sicurezza sul problema della vita, ma abbastanza per raggiungere, per esempio, delle fratture del suolo lunare che mettevano in evidenza rocce presumibilmente molto più antiche di quelle superficiali, continuamente soggette all'unico tipo di degradazione esistente sulla Luna: quella dovuta all'alternarsi del caldo e del freddo nel passaggio dal giorno alla notte e al bombardamento meteoritico.
Ma la parte scura della Luna, la parte che sta dietro quella faccia ben nota, noi non l'abbiamo mai vista, e così questo satellite è stato sempre avvolto da un alone di mistero.
La Luna ci rivolge sempre la stessa faccia, appunto, perché la sua rotazione ha lo stesso periodo e lo stesso senso (diretto) della rivoluzione attorno alla terra; in realtà l'orbita della Luna è un ellisse e la velocità angolare di rivoluzione non è uniforme, come invece è quella di rotazione, così si vengono a creare leggere oscillazioni della Luna attorno al suo asse di rotazione e in tale maniera la percentuale di superficie lunare a noi visibili è del 59%, ed è come se la Luna dicesse "no".
mars2 Forse perché non c'è bastata la Luna allora l'uomo non ha saputo resistere al viaggiare oltre il nostro satellite, al viaggiare per trovare riparo su altri pianeti... altri pianeti.
Il disco rosso che intravediamo dal telescopio è l'ultimo porto del Viking 1 e 2, l'ultimo porto di Mars Global Surveyor, il disco rosso quasi infernale...: Marte!
Si è creduto che da lì venissero fonti di vita più intelligenti, ma quando nell'estate del'76 cominciarono a pervenire sulla Terra le prime, nitidissime immagini del suolo marziano, vennero le prime delusioni: molti speravano che su Marte ci fosse almeno qualche forma di vita inferiore e invece niente! Attraverso uno spazio percorso di cento milioni di chilometri, niente! Solo una landa desolata, un deserto rosso di pietre e sabbia, uguale fino ai limiti dell'orizzonte...mars1
Ma se per certi versi Marte è simile alla Terra, per altri vivere lì su risulta proibitivo: temperature comprese tra -80 e +25 °C, atmosfera 100 volte più rarefatta di quella terrestre (composta in prevalenza da anidride carbonica, tracce di azoto, argo, ossigeno e vapore acqueo), venti spesso superiori a 150 Km/h che alzano tempeste di polvere così ampie che interessano l'intero pianeta rendendo invisibili i dettagli sulla superficie per diversi mesi.
L'uomo ci crede ancora nel progetto Marte, continua a mandare sonde su quel "diabolico" disco rosso, l'uomo crede ancora nella vita oltre la Terra, magari su stazioni orbitanti oppure in "porti" scavati ai piedi del vulcano Olimpo su Marte, ma non smetterà mai di sognare l'uomo, e sognando non smetterà di viaggiare perché ora è capace di abbattere quella forza di gravità che lo tiene legato qui, per liberarsi in uno spazio dove non si conoscono limiti e confini, dove si può essere un pò più vicini a Dio...

buon viaggio Icaro indomito!

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