PETRONIO
La vita


Se l'autore del Satyricon è il personaggio rappresentato da Tacito in Annales XVI 17 seg, si tratta di T. Petronio Niger (il prenome è un pò controverso).
Fu proconsole in Bitinia e console verso il 62, tornato a Roma entrò nelle grazie dell'imperatore.
Il suo crescente prestigio infastidì il prefetto del pretorio Tigellino, che lo accuso di complicità nella congiura dei Pisoni; ricevuto a Cuma l'ordine che, vietandogli di raggiungere l'imperatore in viaggio per la Campania, equivaleva al suicidio.
Morì così suicida per volontà di Nerone nel 66 d.C.
Il cognome Arbiter attestato nella tradizione manoscritta del Satyricon e in qualche testimonianza indiretta sarà da collegarsi alla definizione riportata da Tacito, elegantiae arbiter, anche se la connessione tra questi due dati è discussa.
Petronio si fece "arbitro", e come si direbbe oggi, regista della propria vita: dopo essersi tagliato le vene, prese a tamponarle e a tagliarle di nuovo a capriccio, intrattenendosi piacevolmente con gli amici e scambiando con loro poesie e versi frivoli.
Le ultime ore le passò a banchetto, non tralasciò neppure di amministrare la giustizia domestica, punendo alcuni servi e premiando altri.
Come scrittore, Petronio è nominato pochissime volte, e solo a partire dal III secolo; chi lo identifica con il cortigiano di Nerone ha però a disposizione un'indimenticabile ritratto tacitanio nel XVI degli Annales, e qualche altra menzione (soprattutto Plinio, Naturalis historia XXXVII 20).