STATI D'ANIMO
"Il gesto, per noi, non sarà più un momento fermato del dinamismo universale: sarà decisamente la sensazione dinamica eterna come tale".
Questo è ciò che fa Boccioni nelle sue opere, nei suoi quadri, con i suoi colori. Guardare questi quadri... e soffermarsi a pensare quegli oggetti, quelle persone... è una stazione, si si, è proprio una stazione con tanto di treno, passeggeri, lacrime e saluti, e sono tre momenti ben distinti: gli addii, la partenza delle persone andate, e la partenza delle persone rimaste. E si scorge quasi vivo il dramma, la nostalgia, già, della lontananza... i rumori si fanno sentire fuori da quei colori: il vento che porta lontano il vapore, un rombo vecchio e lento del treno, le parole, le ultime parole della gente -ADDIO-, i passi sul pavimento, la voce dall'altoparlante che incita a salire i passeggeri -IN CARROZZA-, le valige sopra e sotto i sedili, il fischio del ferroviere, le ultime porte del treno che si chiudono -SLAM-, le ruote cigolano, il treno si muove, va, i finestrini aperti, le mani fuori che salutano -ADDIO!. Si fanno annusare gli odori, è come se te li sentissi sotto le narici e poi ti scendano giù in gola: l'odore della ferrovia è inconfondibile misto a mozziconi di sigaretta non spenti e vapore e profumo di donne e dopo-barba di uomini e di sudore di macchinisti e di lavoro... e poi più tardi senti l'odore di lacrime, quello è l'odore di un ultimo saluto, misto al muco di un bambino che piange, piange e ha le guance rosse e non smette di piangere, gli occhi lucidi e la purezza di quelle lacrime... l'odore della scia di fumo-nero di carbone e l'odore della pelle di quella signora lì a cui si è appena sollevata la gonna per la scia di quel treno che arriva...
Le sensazioni in questi quadri sono tantissime ma più che sensazioni sono piccoli drammi universali che si consumano in ogni istante, ed è tutto quello che ci vuole provocare Umbreto Boccioni: movimento. Movimento inteso non come preoccupazione cinematografica o sciocca gara con l'istantanea o puerile osservazione della traiettoria di un oggetto, la rappresentazione del movimento, in quei quadri, è l'avvicinamento alla sensazione pura, cioè la durata dell'apparizione, il vivere l'oggetto nel suo manifestarsi. Non si può parlare di piccoli accidenti frammentari che bisogna a tutti i costi fissare... "...l'oggetto è il nucleo dal quale partono le forze che lo definiscono nell'ambiente e ne determinano il suo carattere essenziale; si viene a creare con ciò una nuova concezione dell'oggetto: l'oggetto-ambiente concepito come un'unità indivisibile..."
...ma si deve parlare così di sensazioni che vengono dipinte e impresse nel nostro stato d'animo. Quel treno che parte, la gente che resta e quella che va, vengono tutti rappresentati non in quel momento, in quel fotogramma istantaneo, ma in un movimento continuo di umori e di cose...

il treno sta per partire, parte, è già lontano e tutto questo in tre strani quadri...

la gente parla, sale sul treno, è già lontana e tutto questo in soli tre strani quadri...

la persone parlano, salutano fermi e tristi ma il treno è già lontano e tutto questo in sole tre immagini... in tre sole maledette immagini!
Addio passeggeri ! ... Buon viaggio ... passeggeri !
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